ASSEGNO UNICO UNIVERSALE AVVIO A STEP (PARTE PRIMA)

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ASSEGNO UNICO UNIVERSALE DA LUGLIO SOLO PER COLORO CHE NON HANNO ACCESSO AGLI ASSEGNI FAMIGLIARI

Il Presidente Draghi agli Stati Generali della Natalità ha dichiarato : "Si può star tranquilli anche per gli anni a venire che l’assegno unico ci sarà”. Sottolineando poi, che l’assegno unico universale sarà una di quelle trasformazioni epocali su cui non è possibile che ci si ripensi l’anno dopo.

L'assegno unico e universale per i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni non partirà (universalmente!) dal 1° luglio, l'intenzione del Governo è di partire con una misura "provvisoria" che tutelerà i disoccupati e quei lavoratori autonomi che oggi non hanno accesso agli assegni familiari.

Che il contrasto alla denatalità sia un obiettivo proritario del Governo lo si evince anche dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), trasmesso alla Commissione UE il 30 aprile 2021.

Un obiettivo che si concretizza nel prossimo progetto di riforma contenuto nel Family Act, il disegno di legge organico recante "Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia" attualmente in discussione presso la Camera dei deputati (C. 2561), la cui misura principe è proprio l’Assegno Unico Universale.

Il Governo ha previsto uno stanziamento, a favore dell’intervento, non inferiore a 5 miliardi di euro e non superiore a 6 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2022, con la legge di Bilancio per il 2021 (articolo 1, commi da 2 a 7, legge n. 178 del 2020). Inoltre, è stato incrementato il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, già istituito dalla legge di Bilancio per il 2020 con una dotazione di 3.012,1 milioni di euro per l’anno 2021 (articolo 1, comma 339, della legge n. 160 del 2020), con una dotazione aggiuntiva pari a 1.044 milioni di euro per il 2021 e a 1.244 milioni di euro annui a decorrere dal 2022.

Strettamente correlata all'introduzione dell’Assegno Unico Universale è, poi, la preannunciata riforma dell’IRPEF, per la quale il Governo presenterà al Parlamento, entro il 31 luglio 2021, un disegno di legge di delega, da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi delegati.

La legge delega per l’assegno unico universale:

Il 21 aprile 2021 è entrata in vigore la legge 1° aprile 2021, n. 46 che delega Governo, su proposta del Ministro con delega per la famiglia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, ad emanare uno o più decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale, decreti ad adottare entro un anno dall'entrata in vigore della legge delega.

La legge delega definisce i criteri a cui il Governo dovrà attenersi nell'emanazione dei decreti legislativi.

Ma l’assegno unico universale in cosa consiste?

Ragionare su quello che sarà l’assegno unico universale significa ragionare su di una riforma strutturale del sistema fiscale nazionale, finalmente la famiglia viene percepita come soggetto fiscale autonomo, meritevole di norme specifiche atte a garantirne la sopravvivenza come istituto sociale.

Una misura fondamentalmente pensata per riassumere tutta una serie di istituti di sostegno, quali assegni famigliari, il bonus bebè, il premio alla nascita e le detrazioni fiscali per figli a carico, vi è di più, sarà anche compatibile con tutta una serie di ulteriori provvedimenti di sostegno sociale.

( SEGUE )




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