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UN CORPOSO PROVVEDIMENTO CONDITO DI PROROGHE ED AGEVOLAZIONI CARATTERIZZA IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI
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UN CORPOSO PROVVEDIMENTO CONDITO DI PROROGHE ED AGEVOLAZIONI CARATTERIZZA IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI

Il 15 giugno il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto semplificazioni “corposo” provvedimento che riscrive il calendario fiscale ed introduce interessanti novità.

La prima, l’IMU, viene rivisto il termine fissato per la presentazione della dichiarazione IMU, fissandolo al 31 dicembre 2022, viene anche differito al 30 settembre 2022 il termine per la dichiarazione dell’imposta di soggiorno, che sappiamo potrebbe interessare i cittadini per le locazioni brevi laddove nella locazione non fosse intervenuto un intermediario.

Novità anche per le spese sanitarie, viene infatti stabilito che per le precompilate che i contribuenti presenteranno attraverso un CAF, dalla prossima primavera, non sarà più effettuato alcun controllo formale sui dati delle spese sanitarie che non risultano modificati rispetto alla dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’amministrazione finanziaria.

Questa è un’importante novità, ricorderete che anche nel caso in cui il CAF avesse confermato il contenuto della precompilata, senza modificare alcun dato relativo alle spese sanitarie, saremmo comunque stati soggetti ai controlli ex art.36 ter. Dalla campagna fiscale 2023, perciò, laddove si confermassero le spese affluite all’Agenzia tramite il sistema tessera sanitaria non saremo più soggetti a controlli documentali.

Chiarisco che tale eccezione opera solo ed esclusivamente in relazione alle spese sanitarie, perché correlate alle comunicazioni del “sistema tessera sanitaria” ritenuto dal legislatore ormai affidabile al 100%. 

Nel caso poi, che il CAF provveda a modificare il contenuto delle spese sanitarie, il controllo formale sarà espletato solo relativamente ai documenti di spesa che non risultano trasmessi al sistema tessera sanitaria.

L’art. 5 del provvedimento prevede che i crediti relativi ai defunti e per i tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate saranno erogati “salvo diversa comunicazione degli interessati”, ai soggetti “chiamati all’eredità”. L’importo che sarà liquidato direttamente dall’Amministrazione finanziaria spetterà ovviamente nella misura corrispondente alla rispettiva quota ereditaria così come desumibile dalla successione. Lo riporto solo per dovere di cronaca: la norma prevede che il chiamato all’eredità che non intende accettare il rimborso fiscale potrà riversare l’importo erogato all’Agenzia delle Entrate.

Le modifiche introdotte dal decreto prevedono, limitatamente agli assegni targati 2022 e nel caso di nuclei con ISEE inferiore a 25.000 euro, un aumento di 120 euro al mese della compensazione transitoria per chi ha figli disabili.

Il decreto interviene anche sul bonus da 200 euro a sostegno dei lavoratori con redditi fino a 35.000 euro. La norma prevede, “limitatamente” ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni i cui servizi di pagamento delle retribuzioni sono gestiti dal Ministero dell’Economia, che l’individuazione dei dipendenti tenuti alla certificazione dei redditi complessivi avverrà con una comunicazione tra il MEF e l’INPS.

Un’ultima “chicca”, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti con una lettera del 17 giugno chiede all’esecutivo fra le diverse proroghe inserite nel decreto semplificazioni di prevedere anche la proroga dei pagamenti Irpef, ipotizzando lo slittamento della scadenza del 30 giugno al 20 luglio ed il pagamento con la maggiorazione dello 0,4% al 20 di agosto.

Fra i diversi motivi c’è che le precompilate sono state messe a disposizione solo a partire dal 23 maggio 2022.

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