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PROROGA VERSAMENTI DA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER SOGGETTI ISA

Pensavo di aver messo da parte la naturale ed endemica diffidenza nei confronti dei provvedimenti lenitivi delle sofferenze di chi come noi, a ridosso dei (timidi) vagiti di una estate che stenta a prendere il largo, è dedito alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi.

Non è certo l’estate che mi scorre davanti il problema, a questo vi ero preparato, ciò che mi duole è ben altro.

A minare la mia (proverbiale) capacità d’incasso, c’è che quello promosso ai primi di giugno é un azzoppato provvedimento di proroga dei versamenti per i soggetti ISA, che diversamente dal passato non si ferma al 20 agosto ma ben prima, il trentuno luglio.

…..Avevo preso due bei colpi, le gambe mi tremavano va detto, ma ancora non ero steso al tappeto, il mio secondo dall’angolo mi incitava a non mollare perché sapeva che presto avrei mollato il mio folgorante “Uppercut”.  

La situazione inizia a volgere a mio favore, mentre pianto i piedi bene a terra ed inizio a prendere la mira, ecco che all’improvviso mi arriva dritto come un “Frecciarossa” un montante di quelli che ti spediscono a terra come un sacco di patate, e sì cari amici, soffermandomi sui contenuti del DL 774, scopro l’ennesima ed inaspettata sorpresa…..

La maggiorazione (?), stavolta sarà calcolata in ragione dei giorni di differimento.

TESTUALE: “… In deroga a quanto disposto dall’articolo 17, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, i versamenti di cui al primo periodo possono essere effettuati entro il 31 luglio 2023, maggiorando le somme da versare, in ragione di giorno, fino allo 0,40 per cento, a titolo di interesse corrispettivo.”

Bene, ora sappiamo che dovremo assoggettare ad un interesse dello 0,04% per ragione di giorno il saldo e l’acconto, laddove pagati in un’unica soluzione nell’arco temporale dal 21 luglio al trentuno luglio, oppure 1/5 delle somme nei casi di pagamento dilazionato.

Sfido ciascuno di voi a far comprendere ai propri assistiti il senso ed il valore di quello che ho scritto, parrebbero fesserie, unitili “inerpicazioni” (termine coniato all’uopo) lungo la linea frastagliata che segna il calendario delle nostre attività.

Da domani, non solo chiederemo se dilazionare in 2,3 o cinque rate, non solo valuteremo se sia meglio prima compensare e poi semmai dilazionare, ma dovremo anche considerare la somma da versare come prima rata in ragione dei giorni che la distanziano dalla “dead line” del 20 luglio e del fatidico giorno in cui “bontà loro” legittimamente chi assistiamo sceglierà di pagare, salvo poi rifare il modello f24 se per un  motivo qualsiasi non si riuscirà a mantenere il solenne impegno a versare quanto stabilito alla data stabilita.

Come qualcuno giustamente osserva, stride il bisogno di chiudere i conti con l’erario entro il 31 luglio, a cui fa da contraltare la novellata possibilità di pagare a rate anche il secondo acconto.

Sulla vicenda del secondo acconto a rate ci tornerò nei prossimi interventi, per il momento mi fermo alla rassegnata disamina dell’ennesimo “mezzo provvedimento”.

Preso dalla foga “oratoria” ho dimenticato che anche i non titolarti di partita iva possono provvedere a procrastinare i versamenti all’interno periodo compreso tra il 1° e il 31 luglio 2023, fatta salva l’eventuale possibilità di chiedere l’ulteriore dilazione in 5 rate.

Anche a questi soggetti si dovrà applicare la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.