Caf News 24, Modello 730

I CONTROLLI DELLA PRECOMPILATA (2)

Nello scorso intervento abbiamo presentato la precompilata, proseguiamo il nostro percorso di familiarizzazione andando ad analizzare una serie di controlli che preventivamene occorrerà mettere in cantiere al fine di evitare spiacevoli sorprese.

La prima domanda alla quale dare risposta è. “da dove l’Agenzia delle Entrate recupera i dati da inserire in precompilata?”

Abbiamo detto che la banca dati dell’agenzia si è formata anche grazie al nostro lavoro di ripulitura, è dunque evidente che l’agenzia attingerà dalla “copiosa” banca dati interna alla quale si sovrappone anche l’apporto di soggetti terzi, quali ad esempio: banche, assicurazioni, università ed enti previdenziali oltre all’afflusso documentale del sistema “Tessera Sanitaria” per tutte le spese mediche.

I dati messi a disposizione dalla banca dati interna, sono tutti quei dati che traggono origine da tre flussi specifici. Il primo, la storicità delle pratiche inserite in dichiarazione, ad esempio, tutti i dati relati ai diversi bonus edilizi che verranno riproposti in funzione delle diverse date di scadenza. A questi valori “consolidati”, si aggiungono, i dati che pervengono dai diversi sostituti d’imposta, con le CU ed i modelli 770. Ultimo flusso è quello relativo ai dati che pervengono all’agenzia da parte dei diversi uffici, sempre dell’Amministrazione Finanziaria, si immagini tutta la gestione catastale ed i diversi redditi fondiari, così come i dati e le relative variazioni successorie.

Altra “preziosissima” fonte di informazione sono i cosiddetti “soggetti terzi”, i quali riferiscono all’agenzia delle entrate tutti i dati relativi a mutui, polizze assicurative, previdenza complementare, spese scolastiche e spese mediche.

Rimanendo a questi ultimi soggetti, cioè i terzi; l’agenzia ben chiarisce che diversamente dalle spese che ad essa confluiscono con modalità “interne” questi dati, anche se validati e posti all’interno della precompilata, possono sempre essere oggetto di accertamento con riferimento ai criteri di verifica delle condizioni di accesso, soggettivamente riferite a ciascun cittadino.

Esemplificando, vale per i mutui ma potrebbe valere per qualsiasi altro onere, la detrazione degli interessi passivi è subordinata alla condizione che l’immobile rappresenti l’abitazione principale. E’ evidente al riguardo che, la banca nel momento in cui trasmette in agenzia il dato degli interessi non ha contezza della permanenza del requisito in capo al contribuente, perciò l’agenzia pur riproponendolo in dichiarazione, lascia libera la possibilità di contestarlo al venir meno dei requisiti oggettivi per la fruizione della detrazione.

Chiariti questi semplici concetti, passiamo ad analizzare le diverse verifiche da fare alla precompilata.

REDDITI FONDIARI

Le possibili criticità in questa area sono immediatamente evidenti, la prima attiene alla coerenza dei dati castali inseriti con quelli effettivamente ascrivibili agli immobili di cui dispone il contribuente. Perciò attenzione alle variazioni catastali, ad esempio immobili ceduti nel corso del 2022 e non aggiornati in precompilata. Stesso dicasi per le locazioni, soprattutto con riferimento al reddito effettivo, sarà perciò necessario fare una attenta verifica della reale situazione per l’anno 2022, con riferimento a contratti cessati perché scaduti oppure risolti anticipatamente; massima attenzione anche nei casi in cui vi sia insolvenza da parte del conduttore, occorre ricordarsi che la quota di canoni non riscossi sino al momento della notifica di comunicazione di sfratto, determinano un credito d’imposta mentre quelli successivi a questa data non saranno dichiarati.

Stessa attenzione va posta sui dati relativi alle locazioni brevi: sarà bene verificare l’esatta collocazione di tali redditi negli appositi quadri (IMPORTANTE: quadro B, se si tratta di locazioni; quadro D, se sublocazioni o locazioni di immobili in comodato) da non dimenticare, il riscontro degli stessi con le eventuali certificazioni rilasciate dagli intermediari.

Rimanendo nell’ambito delle locazioni, in questo caso quelle tradizionali; verificare se i canoni riportati in precompilata sono aggiornati (nel caso il contratto preveda l’adeguamento ISTAT del canone di affitto).

( segue) …..